Fabrizia
Nel comune di Fabrizia si trovano le sorgenti dell'Allaro. Una di esse è la cosiddetta Gurna Nigra (in italiano: Pozza nera)
Il territorio è all'interno della catena montuosa delle Serre calabresi che inizia al passo della Limina, e termina all'istmo di Catanzaro, il punto più stretto d'Italia, dove 35 chilometri separano il mar Ionio dal mar Tirreno.
Le Serre confinano quindi al sud con l'Aspromonte e la piana di Gioia Tauro, a nord con la Sila. Il territorio ricade nelle provincie di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro.
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Fabrizia (VV)
I Carafa, ad un secolo dell'acquisizione avvenuta nel 1479 della baronia di Castelvetere da Ferrante d'Aragona (Ferdinando I di Napoli), avviarono rapidamente l'ampliamento del feudo, che ad un secolo dall'acquisizione, alla fine del Cinquecento, si configurò come un vasto stato feudale. Nel 1594 i Carafa acquisiranno anche il titolo di principi di Roccella ed, a partire da quell'anno, lo Stato verrà identificato con tale denominazione.
È Fabrizio Carafa 3º Marchese e 1º Principe di Roccella dal 24.3.1594 (1570 +6.9.1629) del ramo della Spina, che resse lo Stato dalla morte del padre Geronimo (1570) fino al 1629. È il regista del piano di ampliamento e rilancio dei feudi: con la sua presa di possesso venne attuato l'ingrandimento dello Stato, mettendo in atto interventi per una politica attenta sia al controllo che allo sviluppo economico dello stato feudale. Così va interpretata la riedificazione dei casali di Santa Maria della Grazia e Campoli nel territorio del marchesato di Castelvetere, oggi Caulonia, e la fondazione alla fine del Cinquecento di due piccoli centri: Fabrizia e Carafa. Il motivo che spinse il Carafa a scegliere li prunari come sede di un nuovo centro (Fabrizia) è riconducibile alla volontà di strutturare in maniera più solida un abitato, in un territorio dotato di notevoli risorse forestali, in cui era diffusa la pastorizia e in cui erano presenti, e sfruttate dall'antichità, anche risorse minerarie.


